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4. Dubuffet e L’Art Brut


Jean Dubuffet (Le Havre, 31 luglio 1901 – Parigi, 12 maggio 1985) pittore  e scultore francese di fama mondiale, affascinato dall'arte di bambini e malati di mente, fu il primo a teorizzare ed introdurre il concetto di Art Brut (arte bruta, arte cruda).
Il termine fu ideato da Dubuffet nel 1945 per designare l’opera di tutti gli Irregolari (dai malati di mente ai bambini ai “primitivi”) che per scelta, necessità o circostanze si collocano fuori dalle istituzioni culturali e commerciali del sistema dell’arte. Successivamente, l’arte stessa di Dubuffet fu definita dai critici come “Art Brut” per la sfrenata energia dei suoi lavori e per lo spirito di insubordinazione e impertinenza che caratterizzò il suo lavoro artistico. 
La materia è l’elemento centrale dell’opera “Informale” di Dubuffet, instancabile sperimentatore di linguaggi e tecniche, e grande collezionistra di opere di alienati mentali, tanto da presentarne una mostra memorabile nel 1947. Secondo Dubuffet, l’Art Brut è l’unica forma di espressione artistica pura, spontanea e sincera, immune da qualunque tipo di condizionamento, di moda, di professionismo e fondata soltanto sugli impulsi creativi individuali.
Così scrive lo stesso Dubuffet, nel 1948: “Chiunque si disponga, come noi, ad osservare le opere degli Irregolari, troverà la propria nozione di arte riconosciuta, l’arte dei musei, delle gallerie, delle esposizioni – chiamiamola arte culturale – totalmente trasformata. Questo tipo di arte riconosciuta non sembrerà rappresentativa dell’arte in generale, ma semplicemente l’attività di un gruppo risptretto: una schiera di intellettuali arrivisti. Quale paese non ha la sua piccola congrega di arti culturali, la sua banda di intellettuali carrieristi? Da una capitale all’altra, si imitano perfettamente tra di loro; praticano un’arte articifiale, incessantemente copiata ovunque. E’ arte la parola giusta? Ha davvero qualcosa a vedere con l’arte? […] Ci sono persone, chi scrive per esempio, che si spingono a sostenere che l’arte di questi intellettuali è arte falsa, è arte contraffatta, decorata in maniera complessa, ma falsa. […] Tra gli artisti, come tra i cartomaniti  gli amanti, i professionisti sono un po’ come imbroglioni […] La vera arte non è mai dove ci si aspetti che sia […]”
La Compagnie de l’Art Brut, fondata da Dubuffet nel 1948, ebbe lo scopo di collezionare e valorizzare l’opera di tutti gli “irregolari”, personaggi spesso oscuri e sconosciuti quasi sempre ignoranti in fatto di storia e cultura artistica ma dotati di un talento fortemente originale favorito da una certa alterazione psichica; tra questi Robert Tatin, André Robillard, Aloise, Scottie Wilson e Adolf Wolfli, divenuto oggi forse il più famoso e riconosciuto fra gli artisti malati di mente.


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