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2. Gli anni cinquanta: l’arte in Europa e nel mondo

Negli anni cinquanta l’arte nel mondo è caratterizzata da un linguaggio espressivo molto simile rappresentato dall’Informale, termine ideato dal critico parigino Michel Tapié nel 1951, e che assume altre denominazioni, per esempio Abstract Expressionism e Action Painting negli Stati Uniti, Gutai in Giappone, ma le cui caratteristiche rimangono sostanzialmente costanti.
Tale tendenza espressiva comune costituisce di fatto uno dei primi esempi di globalizzazione linguistica ed è il sintomo di una condizione comune e di un medesimo sentire, suscitati da un mondo radicalmente mutato. E’ infatti talmente forte, in quel momento, il peso della storia, che tutti gli interpreti del mondo, e tra loro anche gli artisti, sentono la necessità di testimoniare la straordinarietà del momento, affrontando il peso dei medesimi argomenti: l’età dell’angoscia, la minaccia della “Bomba”, la “guerra fredda”, l’equilibrio della tensione, il disagio di vivere e la paura di una fine senza speranza, da cui nessuno poteva ritenersi al sicuro. Tutti gli anni cinquanta sono vissuti all’ombra di questo terrore, sia nella devastata Europa che in America, vincitrice ma potenzialmente minacciata da quella stessa energia che aveva scatenato.
E’ in questo clima storico, umano e psicologico che nasce l’Informale, interpretabile come l’aspetto visivo dell’Esistenzialismo filosofico, e che manifesta la necessità di rinnovare completamente i vecchi linguaggi espressivi, ritenuti inadeguati al nuovo.

“Segno”, “Gesto” e “Materia” caratterizzano l’Informale europeo, che si sviluppa soprattutto in Francia, Italia, Spagna, Belgio, Olanda, e che esprime l’esigenza di infrangere qualsiasi schema figurativo, formale o geometrico, risolvendo l’urgenza espressiva in pura esplosione di segni, gesti e materia cromatica; si tratta, in effetti,  di un linguaggio espressivo nuovo, impulsivo, emotivo, legato alla sfere più profonde e meno razionali dell’Io.
Dall’altra parte dell’oceano si sviluppano pienamente l’arte e il sistema dell’arte americana, e soprattutto newyorkese, con l’Espressionismo astratto, come esigenza di un linguaggio totalmente rinnovato e più intrinsecamente americano.
In questo panorama mondiale fortemente modificato, resistono comunque tendenze artistiche “figurative” più tradizionali, in cui, attraverso una costante reinterpretazione di modelli tendenzialmente espressionisti, appare dominante l’elemento analitico e razionale che aveva caratterizzato molte esperienze degli anni venti e trenta.



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