Aldo Bergolli
BIOGRAFIA DI ALDO BERGOLLI
Aldo Bergolli (Legnano 1916 - Milano 1972) ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Aldo Carpi. È stato prigioniero di guerra in Germania dal 1943 al 1945; tornato in Italia ha cominciato l’attività artistica a Milano, mantenendosi informato sulla cultura internazionale. Ha viaggiato a lungo soprattutto in Inghilterra e in Svizzera dove ha soggiornato più volte. Ha stretto un duraturo rapporto di amicizia con artisti dell’epoca tra i quali Giuseppe Ajmone, Bruno Cassinari, Alfredo Chighine, Gianni Dova, Franco Francese, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Cesare Peverelli. Sottoscrive il Manifesto del Realismo Oltre Guernica. L’adesione ai modi picassiani è documentata dal clima della cartella di incisioni realizzate per Einaudi nel 1947. In chiave di sperimentalismo postcubista la prima mostra personale alla Galleria di Pittura nel 1948. Un aggiornamento linguistico porta Bergolli a tangenze con l’ambito astratto-concreto, documentate dall'opera inviata nel '50 alla Biennale di Venezia. Il biennio seguente verifica un avvicinamento alle proposte dell’Informale. Addensarsi della materia e infittirsi del segno determinano, con la distanza da ogni poetica neonaturalista, l’inclusione di Bergolli nella temperie dello Spazialismo. Pur emergendo di tanto in tanto una sua qual fedeltà alla pittura di figura (il concorso di Gallarate premia un suo dipinto in residui modi postcubisti), nella sua opera si stabilizzano elementi derivati dall’art autre.Ha allestito mostre personali in spazi privati quali: Galleria del Leone nel 1952 (Legnano), Galleria San Fedele nel 1953 (Milano), Galleria del Cavallino nel ‘55 (Venezia), Galleria del Teatro nel 1959 (Parma), Galleria Nord Sud nel 1962 (Lugano), Piccadilly Gallery nel 1965 (Londra). Ha partecipato a importanti mostre collettive in spazi pubblici tra i quali si può ricordare la XXVII Biennale di Venezia (1954), il Premio Città di Gallarate (1954), il Premio Lissone (1957), il Premio La Spezia (1959, 1961), la XXXI Biennale di Venezia (1962), Nuove Prospettive della Pittura Italiana (Bologna 1962) e la VII Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile (1963).
Alla sua opera si sono interessati numerosi studiosi attivi nel secondo dopoguerra, tra i quali, Francesco Arcangeli, Guido Ballo, Renato Barilli, Luigi Carluccio, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Giampiero Giani, Franco Russoli, Emilio Tadini, Roberto Tassi e Marco Valsecchi.

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