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Filippo Panseca

BIOGRAFIA DI FILIPPO PANSECA

Filippo Panseca Sono nato a Palermo nel 1940 dove ho completato gli studi Artistici. Dal 1964 al 1967 ho insegnato figura ed ornato modellato presso il Liceo Artistico di Palermo e diretto la galleria Il Chiodo. Ho fondato con Francesco Carbone il Gruppo TempoSud. Nel 1964 con Renato Guttuso siamo gli unici Artisti Siciliani invitati alla Quadriennale d’Arte di Roma. Nel 1967 mi sono trasferito a Milano e Roma. Oltre che di pittura ho iniziato ad occuparmi di Design e Scenografia. Ho fondato a Roma con gli Architetti Sandra Delfino e Michele Platania lo studio Dippi. Nel 1968 con il gruppo MID, l’Architetto Jacopo Gardella, abbiamo partecipato e vinto il Concorso per l’allestimento della sezione Italiana della 14 Triennale di Milano. Come Designer ho lavorato con Kartell, Arteluce, Valenti, Pedano, Onlywood, Daniel Fuen_Paris, Mario Valentino, Atelier A_Paris, Fiorucci, Avco, Paraphernalia, Baghetti, F.lli Martini, ecc. Come scenografo, Palermo Pop 70, Fiera del Mediterraneo, con RAI, Mediaset, Canal D_ Turchia, Rete A, Philips, La Scala, Carive, Fiat, Groupe Steel Case Strafor Paris, Direttore della Scenografia della Gamma Film di Roberto Gavioli dal 72 al 75, Fiera di Bari, Fiera di Rimini, Fiera di Roma, Fiera di Verona, Fiera di Parma, ANCI, ecc. Ho curato gli arredi e le sceografie delle discoteche Number One, Covo di Nord Est, con Enzo Apicella a Londra il progetto
per la Discoteca dei Beatles in Fulham Road, Studio 54Milano, Studio 55_Genova , Nucci Valecchi, e
Residenze Private. Dal 1978 al 1991 ho curato l’immagine e le Scenografie Congressuali del Partito
Socialista Italiano. Dal 1984 sono stato docente di pittura presso l’Accademia di Brera e dal 1991
Docente di Computer Art. Ho partecipato a mostre collettive in Italia e all’Estero e ad oggi ho tenuto oltre 100 personali.
Le mie ricerche Artistiche

Nel 1964 a Palermo avevo esplorato con il Gruppo TempoSud le immagini provenienti dallo spazio in bianco e nero che dipingevo su grandi tele con l’uso dell’aerografo. Dopo il mio trasferimento a Milano le mie ricerche si sono orientate su nuovi materiali, Metacrilato, Pvc, luce, liquidi e minerali chimicamente luminosi e per concludere la plastica bio e fotodegradabile. Realizzai opere applicando all’arte i materiali suddetti nei monocrome al fluoro ed al fosforo, Immagini virtuali riflesse su lastre d’acciao in movimento e altre applicando elementi elettronici alla luce. Idrosfere luminose, mobil in acciao e metacrilato che attraverso strumenti meccanici ed elettronici, cambiavano luce e colore. Fluidi itineranti realizzati con liquidi luminosi dentro tubi trasparenti in pvc lunghi centinaia di metri che si muovevano attraverso pompe peristaltiche con la musica composta ad hoc dal Maestro Vittorio Gemetti. Dopo ricerche negli Usa, nel 1972 utilizzo nel design e nell’arte plastiche biodegradabili per la realizzazione di oggetti e di opere effimere a rapidissima alterazione, che oltre a decomporsi senza inquinare l’ambiente lo profumavano con essenze vegetali.
La Galleria Leo Castelli acquisisce 10 progetti. Nel 1974 espongo alla Triennale per la mostra a tema
Habitat alcuni moduli abitativi con applicazioni di plastiche fotosensibile. Sempre nello stesso anno a Basilea Art 5 proietto il film su un’opera Biodegradabile. Nel 1975 esperimento la possibilità di trasmettere le opere contemporaneamente e attraverso satellite in Gallerie dei vari continenti, da Parigi a New York, a Tokio attraverso satellite. Eseguo l’esperimento con Pierre Restany dalla sede Rank Xerox, di Milano.
Nel 1976 mi auto espongo abusivamente ad Art 6 Basel presso le gallerie d’arte più importanti del mondo e nel 77 presso i padiglioni d’arte di tutte le Nazioni presso la Biennale di Venezia.
Il primo numero del quotidiano La Repubblica esce nelle edicole con una mia opera originale tirata in 330.000 esemplari ed in vendita con il giornale a Lire 150.
Nel 1979 a San Francisco California, mi imbatto per caso in un laboratorio di Computer ed eseguo le mie prime opere digitali in bianco e nero e successivamente a colori monocromatici, utilizzando il computer come strumento di lavoro per la produzione e la diffusione di arte immateriale abbattendo le frontiere degli Stati. Non esistendo ancora stampanti e plotter di grandi dimensioni le opere sono stampate con normali stampanti ad aghi e trasferite su tela utilizzando inchiostri trasferiibili e presse termiche. Nel 1982 invitato con una sala alla Biennale di Venezia espongo progetti, disegni opere e testi scientifici con la personale “Fotodegradabilità o Inquinamento estetico?”.
Nel 1986 alla Triennale espongo “Il Luogo del lavoro di Filippo Panseca” una valigia contenitore di tutto, dei sogni e strumenti per attuarli; è la casa e lo studio, la cucina e la biblioteca, unendo l’arte con la scienza e la vita, il sogno e la realtà.
Nel 1991 progetto realizzo e brevetto Swart ArtOMat distributore automatico di opere d’arte digitali. Le opere sono numerate e firmate digitalmente con numeri successivi, il costo è di Lire 50.000 cadauna. Il distributore simile ad un Bancomat è completamente automatico e si attiva con banconote o Carte di credito.
Nel 2002 progetto e realizzo in Cina 2be una piccola city car per le isole e le città a basso inquinamento e nel 2005 realizza il prototipo della stessa auto a impatto zero con motore elettrico alimentato da pannelli foto voltaici e dotata di un piccolo gruppo elettrogeno ausiliario.

http://it.wikipedia.org/wiki/Arte_biodegradabile
http://www.ecoartlab.com/Benvenuti.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Panseca
http://www.divinaproportione.org/
http://www.attimo-fuggente.com/archivio20082009/32008/72008/07=filippopansecalarchitettodicraxi=72008.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Artisti_italiani_del_XX_secolo
http://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_di_Brera
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