Giulio Turcato
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Descrizione e Note:
Giulio Turcato è uno dei più alti interpreti dell’astrattismo italiano e la sua opera ci conduce all’interno di un immaginario in cui si fondono e convivono condizione esistenziale e momento storico, trascendenza e mistero.
Turcato cerca di liberare le percezioni, svincolandole da preconcetti e convenzioni prestabilite, staccandosi dall’omologazione ripetitiva, mai preoccupandosi di una coerenza a cui si è sempre sottratto, sempre mantenendo però un legame profondo con la realtà, di cui esplora e analizza i segni, le tracce.
Come scriveva l’artista a proposito delle sue opere: “…immagini, sensazioni, materiali, memorie, illusioni, allucinazioni, forme, itinerari, sono il mio bagaglio aperto alla dogana del prossimo millennio".
Preminente si fa il colore, che assume un ruolo fondamentale, a volte facendosi materia, diventa intenso e profondo, altre volte si accenna lievemente, e viene rivelato dalla luce.
“L’invasione degli ultra-colori, o gli infiniti mondi possibili” era il titolo inconfutabile, di una mostra del 2008 che esaminava il percorso creativo dell’artista, in cui il colore diventa protagonista indiscusso, e dove è possibile trovare le lezioni di Matisse, di Cézanne, dei futuristi, di Balla e dell'aeropittura.
CANGIANTE ARANCIO è una grande tela (150x130cm) appartenente alla serie dei Cangianti, che Turcato inizia a sviluppare dalla fine degli anni Sessanta, in cui il linguaggio si fa ritmico e dinamico, totalmente concentrato sul colore e la luce “lavora” su esso come fosse una partitura musicale.
Un ciclo di opere storiche, in cui l’artista parte da una stessa tonalità riuscendo a condurre all’interno di essa, dentro la superficie, nel profondo degli equilibri strutturali. Indagando sulla magia cromatica, arriva ad oltrepassare lo spettro visibile, in una astrazione libera, gioiosa e autentica.
OPERA PUBBLICATA.
Turcato cerca di liberare le percezioni, svincolandole da preconcetti e convenzioni prestabilite, staccandosi dall’omologazione ripetitiva, mai preoccupandosi di una coerenza a cui si è sempre sottratto, sempre mantenendo però un legame profondo con la realtà, di cui esplora e analizza i segni, le tracce.
Come scriveva l’artista a proposito delle sue opere: “…immagini, sensazioni, materiali, memorie, illusioni, allucinazioni, forme, itinerari, sono il mio bagaglio aperto alla dogana del prossimo millennio".
Preminente si fa il colore, che assume un ruolo fondamentale, a volte facendosi materia, diventa intenso e profondo, altre volte si accenna lievemente, e viene rivelato dalla luce.
“L’invasione degli ultra-colori, o gli infiniti mondi possibili” era il titolo inconfutabile, di una mostra del 2008 che esaminava il percorso creativo dell’artista, in cui il colore diventa protagonista indiscusso, e dove è possibile trovare le lezioni di Matisse, di Cézanne, dei futuristi, di Balla e dell'aeropittura.
CANGIANTE ARANCIO è una grande tela (150x130cm) appartenente alla serie dei Cangianti, che Turcato inizia a sviluppare dalla fine degli anni Sessanta, in cui il linguaggio si fa ritmico e dinamico, totalmente concentrato sul colore e la luce “lavora” su esso come fosse una partitura musicale.
Un ciclo di opere storiche, in cui l’artista parte da una stessa tonalità riuscendo a condurre all’interno di essa, dentro la superficie, nel profondo degli equilibri strutturali. Indagando sulla magia cromatica, arriva ad oltrepassare lo spettro visibile, in una astrazione libera, gioiosa e autentica.
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