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Nicola De Maria

NEWS SU NICOLA DE MARIA

Transavanguardia italiana: “30 anni fa li unì un’ intuizione. Oggi li riunisce una mostra ”
La grande mostra di Palazzo Reale, inserita tra le manifestazioni per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, celebrativa della Transavanguardia, grazie al successo di pubblico e critica è stata prorogata fino al 22 aprile. 
Un’opportunità per cogliere le peculiarità e le assonanze dei protagonisti di un movimento del tutto italiano e oramai storicizzato, con il suo quintetto di artisti - Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria e MIMMO PALADINO - accomunati dal bisogno di un ritorno alla manualità, alla gioia ed ai colori della pittura dopo anni di dominazione dell'arte concettuale, autonomi nella ricerca artistica e negli esiti conseguiti, ma anche del suo teorizzatore, che dice: “Quando parlo della Transavanguardia dico sempre che siamo cinque più uno”. 

La mostra raccoglie 15 opere di ciascuno dei cinque protagonisti, selezionate dal curatore, in collaborazione con gli artisti, tra le più significative, inedite o particolari della ricerca compiuta, e ruota attorno ad alcune tematiche comuni, che attraversano le diverse poetiche: il ritorno alla manualità della pittura, il narcisismo dell’artista, il doppio e l’altro, la violenza, la natura, l’incertezza della ricerca, l’inconscio, l’immagine tra disegno e astrazione, tra bi e tridimensionalità. Raccoglie in tutto 66 opere: 44 provenienti da musei, fondazioni, gallerie e collezioni private italiane, e 22 da musei e collezioni europee e dalle maggiori gallerie che hanno lavorato e promosso la Transavanguardia nel mondo.

L’importante evento è un tassello di un progetto culturale più ampio, che da novembre 2011 si protrarrà fino all’estate del 2012, inglobando le cinque personali dedicate ai cinque protagonisti della Transavanguardia da importanti istituzioni culturali italiane (dall’ex Foro Boario di Modena al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, al MARCA di Catanzaro, lex GIL di Roma e il Palazzo Sant’Elia di Palermo). Una grande collettiva, cinque mostre personali e il progetto teorico “Costellazione Transavanguardia”. “L’arte finalmente ritorna ai suoi motivi interni  - scrive Achille Bonito Oliva – alle ragioni costitutive del suo operare, al suo luogo per eccellenza che è il labirinto inteso come lavoro dentro, come scavo continuo dentro la sostanza della pittura”. 

Alla mostra collettiva di Palazzo Reale si affiancheranno le cinque personali dedicate agli artisti in altrettante città italiane, rappresentative della storia e dell’identità italiana, oppure legate alle vicende stesse della Transavanguardia, oltre a vari appuntamenti di approfondimento scientifico curati da prestigiose istituzioni culturali del paese: un complesso di eventi aperti e diffusi per una rinnovata consapevolezza del valore dell’italianità nel panorama dell’arte contemporanea.

Le mostre personali avranno, accanto alla cura generale di Bonito Oliva, la collaborazione attiva di cinque critici d’arte responsabili di ciascuno spazio espositivo coinvolto nel progetto; in programma quindi Sandro Chia a Modena (al Foro Boario, cocuratore Marco Pierini), Nicola De Maria a Prato (Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, cocuratore Marco Bazzini), Enzo Cucchi a Catanzaro e Cosenza (Museo delle Arti di Catanzaro, MARCA e Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare, Cosenza, cocuratore Alberto Fiz), MIMMO PALADINO a Roma (all’ex GIL di Luigi Moretti, cocuratore Mario Codognato), e Francesco Clemente a Palermo (a Palazzo Sant’Elia, cocuratore Francesco Gallo).

Si punterà sulla recente produzione dei singoli protagonisti della Transavanguardia, partendo da un primo nucleo di opere storiche, per seguire l’evolversi nel tempo e gli esiti ultimi delle loro diverse personalità artistiche. In occasione di ciascuna mostra sarà pubblicato un catalogo edito da Giampaolo Preparo Editore, corredato da un saggio di Bonito Oliva, e da un testo del critico che ha collaborato alla realizzazione dell’esposizione. 

 

 

 

*La Transavanguardia è stata teorizzata nel 1979 da Achille Bonito Oliva con un saggio su Flash Art e da questi presentata per la prima volta al pubblico alla XIII Rassegna internazionale d’arte di Acireale. Ha la propria consacrazione ufficiale nella sezione Aperto ’80 della 39ª Biennale di Venezia, segnando un punto di rottura con le ricerche minimaliste, poveriste, processuali e concettuali che avevano dominato gli anni sessanta e settanta. All’idealismo progressista delle neo-avanguardie il nuovo movimento risponde con il ritorno alla manualità dell’arte e alle sue tradizioni, antiche e moderne, con il recupero di un’immagine che non si priva del piacere dell’opulenza,  né dell’aura della rappresentazione. All’utopia internazionalista del modernismo e alla sua coazione al nuovo oppone il genius loci del singolo artista, ossia il territorio antropologico del suo immaginario, nonché l’esercizio disinvolto del nomadismo culturale e dell’eclettismo stilistico, che si nutre di memoria del passato e di citazioni dalla storia dell’arte, contribuendo in tal modo al più generale processo di rielaborazione della Storia e della soggettività avviato negli anni ottanta dal pensiero post-moderno.

 
Aggiunta il: 05/04/2012
Cucchi, transavanguardia e oltre. Al MARCA di Catanzaro
 Enzo Cucchi è il protagonista della nuova stagione espositiva al MARCA di Catanzaro. L’artista, tra le personalità più note in ambito internazionale, ha realizzato per il museo calabrese  un progetto del tutto inedito con oltre 50 opere fra dipinti, sculture e ceramiche, lavori recenti, alcuni dei quali esposti per la prima volta:  opere in cui la centralità della figura si esprime attraverso forme e linguaggi diversi, che racconteranno la grande stagione della Transavanguardia. 
La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz, inaugurerà  il 17 dicembre, e rimarrà aperta sino al 1° aprile 2012. Promossa dalla Provincia di Catanzaro, Assessorato alla Cultura con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e della Fondazione Rotella.

L’esposizione dedicata a Enzo Cucchi rientra nel progetto sulla Transavanguardia italiana ideato e coordinato da Bonito Oliva in occasione dei 150° anniversario dell’Unità d’Italia che prevede il coinvolgimento del MARCA insieme ad altre importanti istituzioni. Accanto alla rassegna storica sulla Transavanguardia italiana a Palazzo Reale di Milano, vengono organizzate le personali dei cinque artisti che hanno dato vita al movimento con Sandro Chia all’ex Foro Boario di Modena, Nicola De Maria al Centro Pecci di Prato, Mimmo Paladino all’ex-Gil di Luigi Moretti a Roma e Francesco Clemente a Palazzo Sant’Elia di Palermo.

La presenza di Cucchi al MARCA è stata fortemente voluta da Bonito Oliva e da Alberto Fiz, ed è proprio Fiz, direttore artistico del museo che spiega: “Cucchi non è solo il protagonista di un’esperienza artistica che ha modificato radicalmente il rapporto con l’arte e la cultura superando ogni forma di retorica ideologica, ma è l’artefice di una ricerca dove l’immagine esprime la sua forza tellurica senza mai rinunciare al suo costante bisogno di meravigliare.”

Bonito Oliva sottolinea come “la visionarietà di Cucchi vada incontro ad un percorso nomadico, spesso imprevedibile, fatto di continui sconfinamenti e di disseminazioni in un terreno che coinvolge il sacro e il profano, la componente materiale e quella volatile, immateriale.”

La mostra non si sviluppa secondo un percorso cronologico o tematico, ma come verifica costante di un processo che si determina nelle sale del museo in base ad una costante tensione emotiva evidenziata da un allestimento particolarmente sofisticato. Nelle sale del MARCA Cucchi sceglie d’intensificare l’immagine in un continuo rimescolamento dei generi dove le ceramiche (alcune nate in occasione di questa rassegna) appaiono reificate: gli elementi caratteristici della sua pittura si fanno presenza e s’identificano soggetti quali cani, galli, case, teschi, oltre ad architetture immaginarie come le Cattedrali, tutti inseriti all’interno di un’unica installazione. Il lavoro di Cucchi abbraccia la creazione nella sua totalità in una continua elaborazione e sovrapposizione di segni dove convivono suggestioni e ricordi differenti provenienti dalla storia dell’arte, dalle leggende, così come dalla cultura popolare.

Enzo Cucchi, a cura di Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz

Dal 17 dicembre 2011-1° aprile 2012. 

 

Inaugurazione: sabato 17 dicembre 2011 ore 18,30

MARCA, Catanzaro

Via Alessandro Turco 63

da martedì a domenica 9,30-13; 16-20,30;

chiuso lunedì 

 
Aggiunta il: 14/12/2011
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