Renato Mambor
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Descrizione e Note:
Con i suoi "Paesaggi Tagliati" Renato Mambor sottolinea le frammentazioni, fissando in più porzioni gli elementi che non entrano interamente nello spazio visivo di chi osserva.
Come ha scritto Achille Bonito Oliva “la sagoma è la controfigura della realtà” e la sagoma dell’Uomo sta a indicarne la sua esperienza diretta. Le diverse posizioni alludono invece ai suoi movimenti, ai suoi pensieri; analitici, filosofici ma anche neutri e spersonalizzati, senza coinvolgimenti emotivi, ma in funzione ai rapporti e agli scambi reali tra interno ed esterno.
"Paesaggi Tagliati - Il Gesto del Sognare" è una tela “tagliata” in tre parti.
In basso, una figura di una donna sdraiata e dormiente, sta adagiata nuda e teneramente abbandonata nel sonno.
Sopra si sviluppa la porzione sensibile e leggera del sogno, rappresentato da forme evanescenti e aeree, come di uccelli in volo. A chiudere l’opera, in alto, la visione complementare e concreta del reale nella sua accezione più materiale di paesaggio pittorico e materico.
Dall’opera emana una rilassata tranquillità, serena e rassicurante, che sembra invitare lo spettatore ad abbandonarsi con fiducia al “Gesto del Sognare”
L’opera diventa così per Mambor occasione di riflessione e sintesi tra forma e contenuto, mentre la giovane fanciulla sogna e ci fa sognare.
Come ha scritto Achille Bonito Oliva “la sagoma è la controfigura della realtà” e la sagoma dell’Uomo sta a indicarne la sua esperienza diretta. Le diverse posizioni alludono invece ai suoi movimenti, ai suoi pensieri; analitici, filosofici ma anche neutri e spersonalizzati, senza coinvolgimenti emotivi, ma in funzione ai rapporti e agli scambi reali tra interno ed esterno.
"Paesaggi Tagliati - Il Gesto del Sognare" è una tela “tagliata” in tre parti.
In basso, una figura di una donna sdraiata e dormiente, sta adagiata nuda e teneramente abbandonata nel sonno.
Sopra si sviluppa la porzione sensibile e leggera del sogno, rappresentato da forme evanescenti e aeree, come di uccelli in volo. A chiudere l’opera, in alto, la visione complementare e concreta del reale nella sua accezione più materiale di paesaggio pittorico e materico.
Dall’opera emana una rilassata tranquillità, serena e rassicurante, che sembra invitare lo spettatore ad abbandonarsi con fiducia al “Gesto del Sognare”
L’opera diventa così per Mambor occasione di riflessione e sintesi tra forma e contenuto, mentre la giovane fanciulla sogna e ci fa sognare.
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