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Vanessa Beecroft

NEWS SU VANESSA BEECROFT

Woman’s Wonderful Works
Al McTerme di Montecatini ha inaugurato sabato 31 marzo Woman’s Wonderful Works,  una mostra totalmente al femminile, con opere di giovani emergenti della Valdinievole messe a confronto con quelle di artiste affermate. Nomi importanti per una bella mostra: dall’acclamata Marina Abramovic, che esplora la relazione tra performer e pubblico attraverso i limiti del corpo e le possibilità della mente, alla celeberrima CARLA ACCARDI che con la sua pittura nel 1945 ha affermato l’astrattismo in Italia; dalla britannica Gee Vaucher che con il suo lavoro anarco-punk band dei Crass è stata una delle artiste che ha creato le basi per l’arte di protesta degli anni ’80, a Maria Laiclasse, artista sarda classe 1919, che nel 1971 espone i primi Telai, un ciclo che caratterizzerà tutti i dieci anni successivi, e dal 2003â�¨arriva al successo internazionale con una grande personale al Whitney Museum di New York dove espone trenta dipinti; dall’aborigena australiana di fama internazionale Gloria Petyarre, la sorprendente Margaret Majo dello Zimbabwe; e ancora Laura Phillips Anderson, musicista, pittrice e scrittrice, fino  all’italo-americana Vanessa Beecroft. 
Al loro fianco le opere delle giovani: Benedetta Bendinelli, Jenny D’Alessio, Eleonora Furno, Francesca Franconeri, Claudia Giraldi, Barbara Massaro e delle fotografe Azzurra Mariotti e Virginia Meucci. Tutte hanno portato in mostra produzioni significative e suggestive del loro repertorio.

Pittura, fotografia, installazioni e mixed media, per una mostra ricca e curiosa,

 

“Una rassegna tutta al femminile, volutamente allestita lontano dall’8 marzo - spiega l’assessore Bruno Ialuna - una ricorrenza troppo sottoposta ad usi ed abusi commerciali di ogni genere”.

 

 Woman’s Wonderful Works

McTerme, via Toti 24/26, Montecatini.

La mostra sarà aperta venerdì (16.30-19.30), sabato e domenica (10.30-12.30 e 16.30-19.30) 

dal 31 marzo fino al 13 maggio 2012

 



Vedi le OPERE di CARLA ACCARDI in vendita su RizzutoArte.com





 
Aggiunta il: 04/04/2012
Libidine/Libridine” Libri d’Artista/Libri oggetto dal multiplo all’opera unica e al digitale
Ha inaugurato sabato 17 Marzo a Catania, presso il Palazzo della Cultura nelle sale del Cafè Letterario, la mostra sui libri d’artista dal titolo “Libidine/Libridine”, 250 opere della Collezione dell’Archivio di Comunicazione Visiva e Libri d’Artista di San Cataldo CL.
L’esposizione inclusa negli Eventi Collaterali di Art FaCtory 02 gode del patrocinio del Comune di Catania e dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Con la collaborazione del QAL’AT Artecontemporanea che per l’occasione espone il “LibroContiguo”, libro/opera a pagine singole che include cinquanta artisti di livello internazionale.

 

Il libro d’artista, eredità culturale delle avanguardie storiche del primo Novecento, all’inizio del terzo millennio mantiene il fascino e l’interesse che tanti operatori estetici non si aspettavano. Sicuramente un apporto decisivo è stato dato dalle neoavanguardie degli anni ‘60 e da alcuni operatori che a tutt'oggi praticano il libro d'artista come luogo fisico e mentale dell'espressione artistica che permette una certa libertà creativa non inficiata da leggi di mercato.

Diversi operatori scelgono lo spazio delle pagine per affermare i propri progetti, entrando in quel versante dell’Arte Contemporanea poco conosciuto dalla cultura media che è il “Far Libro” o “Libro Opera” o altro ancora nella definizione dei vari curatori di mostre sul libro d'artista che in questi ultimi anni si sono dati battaglia nella denominazione da coniare e rivendicare.

Il progetto sul libro d’arte nasce dall’esigenza culturale di comunicare al territorio siciliano l’informazione sugli eventi e avanzamenti dell’arte contemporanea.

Un’esposizione sul libro d’artista questa, la cui identità e definizione è tutt'altro che scontata perché il libro d’artista non è né libro né quadro, ma il luogo degli accadimenti mentali e fisici che con il suo contenuto irregolare trasmette informazioni sull'idea dell'arte evidenziando le contaminazioni più svariate tra segni, testo, immagine e materia, da non confondere con il libro illustrato.

Il Libro d’Arte assume nel suo contesto lo spazio della pagina, riattualizzando il proprio messaggio non più solo verbale, ma singlossico e a volte anche plastico.

E' questa la possibile risposta ai Media Tecnologici del Global Village, alla funzione veicolante del libro come non solo strumento di lettura, quindi la riattualizzazione della comunicazione tramite il nuovo ruolo del libro d’artista, al di fuori dei fenomeni modaioli e consumistici del sistema editoriale massificato.

L'azione sulla pagina come spazio libero avviene aggiungendo, scandagliando, riempiendo o invadendo con inchiostro, colore, collage, tagli, strappi, rammendi, fotografie e materia, attivando una connessione oggettuale della scrittura, elaborando segni, numeri, immagini e altre scritture con i nuovi mezzi tecnologici, superando, se necessario, pure il supporto che per secoli ci è stato tramandato.

Un libro, il nostro, figlio della materia, della penna e del digitale, espressione di multigrafie, di più linguaggi insieme, orientati ad oltrepassare il concetto di esteticità e artisticità di una volta, per ritrovare una nuova dimensione culturale antropologica del libro liber.

Moltissimi gli operatori italiani e stranieri presenti alla rassegna che hanno dato un contributo alla storia dei libri d'artista costruendo una storia italiana e internazionale del Librismo.



Opere di:

Vito Acconci – Vincenzo Agnetti – Pierre Alechinski - Getulio Alviani – Ruggero Orlando – Giovan Battista Ambrosini - Fernando Andolcetti - Luciana Anelli – Salvatore Anelli – Ignazio Apolloni - Stefano Arienti - Giorgio Azzaroni - Nanni Balestrini - Marco Bagnoli - Calogero Barba - Olivo Barbieri - Gianfranco Baruchello - Basserode - Vanessa Beecroft - David Bellingham - Carlo Belloli - Mirella Bentivoglio - Gianni Bertini - Joseph Beuys - Tomaso Binga - Julien Blaine - Peter Blake - Irma Blank - ALIGHIERO BOETTI - Christian Boltanski - Achille Bonito Oliva - Jean FranÇois Bory - Anouck Boisrobert – Louis Rigard - Rosario Bruno - Daniel Buren - John Cage - Sophie Calle – Sara Campesan - Paolo Canevari - Cattelan – Celant – Cucchi – Spalletti - Cattelan Maurizio – Paola Manfrin - Francesco Carbone - Eugenio Carmi – Umberto Eco  - Ugo Carrega - Nicola Carrino - Tommaso Cascella - Alik Cavaliere - Achille Guglielmo Cavellini - Louis-Ferdinand Céline– Paolo Icaro - Lino Centi - Mario Ceroli - Sandro Chia - Giuseppe Chiari - Henri Chopin - Giorgio Ciam - Gino Cilio - Cosimo Cimino - Francesco Clemente –  Mario Commone –  Pietro Consagra - Vitaldo Conte - Bruno Corà - Tonia Copertino - Corneille - Claudio Costa – Corrado Costa – Silvio Craia - Enzo Cucchi - Filli Cusenza – Vinny Scorsone - Nicolò D’Alessandro - Claudio D’Angelo - Bruno D’Arcevia - Ernesto D’Argenio – Grazia D’Arpa – Augusto e Harold De Campos - Antonio Dias - Lia Drei - Juan Esperanza – Maria Cocuzza Sorce - Luciano Fabro - Alberto Faietti – Maria Pia Fanna Roncoroni - Fernanda Fedi - Vincenzo Ferrari – Luc Fierens - Giosetta Fioroni – Franco Flaccavento – Dario Fò – Franko B. - Cesare Fullone - Hamish Fulton - OMAR GALLIANI - Mario Diacono - Toti Garraffa  - Alessandro Gianvenuti - Giacomo Giardina - Piero Gilardi - Gilbert e George - Gino Gini - Lillo Giuliana - Eugen Gomringer - Giorgio Griffa - Francesco Guerrieri - Damien Hirst - Dick Higgins - Rebecca Horn - Emilio Isgrò - Enrico Job –  Allan Kaprow - Kodra Ibraim - Joseph Kosuth -  Jannis Kounellis - Ugo La Pietra - Ketty La Rocca - Michele Lambo - Andrea Lanini - Carlo Lauricella - John Lennon - Rossella Leone – Lebbe Thierry Bongartes– Giovanni Leto – Oronzo Liuzzi - Bruno Locci - Daniele Lombardi - Richard Long–  Arrigo LoraTotino - Ruggero Maggi - Luigi Mainolfi - Flavio Manieri - Gian Ruggero Manzoni– Luigi Ontani - Umberto Mastroianni - Mario Merz - Eugenio Miccini –  Bartolomeo Migliore - Aldo Mondino - Paolo Monti - Bruno Munari - Magdalo Mussio - Giulia Niccolai – Maurizio Osti - Gina Nicolosi - Hermann Nitsch - Gianni Novak - Gastone Novelli – Arianna Oddo – Claus Oldenburg - Yoco Ono - Luigi Ontani - Roman Opalca – Ori Luciano - Orlan - Mimmo Paladino - Paolo Pallucco – Mirelle Rivier - Massimo Palumbo - Panamarenko - Nicola Paniccia  - FILIPPO PANSECA- Giulio Paolini - Antonio Paradiso - Claudio Parmiggiani - Luca Patella –  Enzo Patti –  Giancarlo Pavanello – Penone Giuseppe – Penck A.R. (Ralf Winkler) – Salvatore Pepe - Gaetano Pesce  - Oscar Piattella - Lamberto Pignotti - PINO PINELLI- Michelangelo Pistoletto - Fabrizio Plessi - Franco Politano - CONCETTO POZZATI - Arnulf Rainer - Giuseppina Riggi - Mapi Rivera - MIMMO ROTELLA - Marco Nereo Rotelli - Vitantonio Russo - Beppe Sabatino - Lucio Saffaro - Salamone Salvatore - Salvadori Remo - Sandri Giovanna – Saporta Marc - Sarenco – Julian Schnabel –  Roger Seden - Sol LeWitt - Ettore Spalletti - Franco Spena - Fausta Squatriti - Stok William - Giusto Sucato - Sylvie e Bruno - Joe Tilson – Delfo Tinnirello - Gian Pio Torricelli  - Valeriano Trubbiani -  Agostino Tulumello - Vaccari Franco - Emilio Vedova - Emilio Villa - Andrea Vizzini - Wolf Vostell - Cesare Zavattini – Emiliano Zucchini - William Xerra.

 
Aggiunta il: 22/03/2012
Pop Art, Arte Povera e Tendenze del Contemporaneo attraverso l’arte del ‘900 italiano
Attraverso l’arte del ‘900 italiano. Pop Art, Arte Povera e tendenze del Contemporaneo è il secondo appuntamento di un progetto espositivo promosso dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Viaindustriæ di Foligno, che nella sua integrità fornisce un quadro sintetico e didattico dell’arte del Novecento in Italia, dal Post-impressionismo fino al Contemporaneo.
Tale iniziativa ha portato a Castelbasso nella passata primavera le opere dei grandi artisti italiani, dall’inizio del secolo scorso alla seconda guerra mondiale, e oggi consente di ammirare, nella sede della Fondazione Malvina Menegaz, una selezione di capolavori rappresentativi dell’arte italiana dagli anni ’60 alle tendenze più attuali.

Nello specifico, questo secondo appuntamento espositivo fornisce uno spaccato dei mutamenti intercorsi nei linguaggi dell’arte contemporanea e che sono a fondamento del fare artistico attuale. In mostra i principali movimenti e le tendenze significative della seconda metà del Novecento, organizzati in piccole sezioni espositive, vengono messi a fuoco e documentati con opere chiave di quegli artisti che hanno segnato il periodo storico in questione.

Opere di MIMMO ROTELLA, Mario Ceroli, Bruno Munari, Valerio Adami, Piero Dorazio, Getulio Alviani, Enrico Castellani, Giuseppe Chiari, Eugenio Miccini, Piero Manzoni, ALIGHIERO BOETTI, Mario Merz, Emilio Prini, Gian Marco Montesano, Giulio Paolini, Gino De Dominicis, Franco Vaccari, Enzo Cucchi, Mario Airò, Stefano Arienti, Vanessa Beecroft, Luca Vitone, Sabrina Mezzaqui.

 

 

Pop Art, Arte Povera e Tendenze del Contemporaneo attraverso l’arte del 900 italiano

a cura di Francesco Poli

 

Mimmo Rotella, Mario Ceroli, Bruno Munari, Valerio Adami, Piero Dorazio, Getulio Alviani, Enrico Castellani, Giuseppe Chiari, Eugenio Miccini, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Mario Merz, Emilio Prini, Gian Marco Montesano, Giulio Paolini, Gino De Dominicis, Franco Vaccari, Enzo Cucchi, Mario Airò, Stefano Arienti, Vanessa Beecroft, Luca Vitone, Sabrina Mezzaqui

 

Inaugurazione: sabato 17 marzo ore 18.00

dal  17/03/12 al 06/05/12

 

PALAZZO CLEMENTE

Fondazione Malvina Menegaz

Via XXIV Maggio, 28

Castelbasso (TE)

 

 

 
Aggiunta il: 16/03/2012
Pelle di Donna - identità e bellezza tra arte e scienza. Alla Triennale di Milano
Per la prima volta in Italia una mostra che unisce arte e scienza sul tema della pelle. Pelle di Donna nasce da un progetto di Fondazione Antonio Mazzotta e Boots Laboratories, marchio-icona del benessere in UK.
Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, documenti, oggetti antichi, il visitatore compie un percorso affascinante di esplorazione che lo conduce a un laboratorio scientifico.

Ampio spazio è dato agli artisti moderni e contemporanei che utilizzano i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale, anche con interventi site specific.

Tra gli artisti in mostra: GIACOMO BALLA, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, OMAR RONDA, MIMMO ROTELLA, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann.

La mostra è strutturata in un percorso di sei sezioni che affrontano in termini transdisciplinari il tema della pelle, della bellezza e dell’identità. Introduce il tutto un gioco di corrispondenze tra macro e microcosmo, tra immagini della superficie di astri e pianeti e immagini dell’epidermide vista al microscopio.

La prima sezione è intitolata La scoperta della pelle e presenta le rarissime cere settecentesche della scultrice e anatomista Anna Morandi, “Volto di donna” e “Mani sensibili”, le straordinarie miniature delle farmacie antiche di Ettore Sobrero, primi luoghi deputati alla cura e alla bellezza della pelle. In linea con questo approccio, il percorso prosegue con il Paradiso dell’igiene messo in contrapposizione all’Inferno della pudicizia:  l’esplosione del  concetto di  “igiene” nella  modernità  viene  illustrato  da  sale da bagno e

“marchingegni d’igiene” di ieri e di oggi, provenienti da musei aziendali. Opere di Sam Shaw, Mel Ramos e John Kacere accompagnano il tutto.

Un “tunnel di mostri”, realizzato in collaborazione con la Cineteca Italiana di Milano, funge da raccordo con la sezione successiva, cuore della mostra: il Volto della bellezza, il ruolo della pelle. A una storia della cosmetica, dall’antichità fino ai nostri giorni, si accompagnano opere che esaltano il mutare nel tempo del concetto di bello e i differenti modi di interpretazione.

Da una visione di bellezza classica del gesso da Canova e delle donne rappresentate Alfons Mucha nel sublime paravento dal titolo “Le quattro Stagioni”, in perfetto stile Art Nouveau, si viene catapultati in visioni oniriche, metaforiche che si concretizzano nei ritratti del pittore francese Odilon Redon, di Alberto Martini, di Adriana Bisi Fabbri.

In questo lungo soffermarsi sull’identità femminile, ampio spazio viene dedicato anche alla pelle, volto a sottolinearne le peculiarità nelle sue diverse declinazioni. La mostra offre alcuni esempi significativi come gli incarnati e la bellezza algida delle donne-icone immortalate da Man Ray, del quale la rassegna vanta uno straordinario e selezionato gruppo di fotografie in bianco e nero databili dagli anni Venti agli anni Quaranta, tra cui “Noir et blanche” (1926), “Natasha” (1931) e i ritratti di “Juliet” (1945) per arrivare alla pelle e alla bellezza iconica di “Marilyn” (1967), al “Ritratto di Daniela Morera” (1981) e “Ladies and Gentlemen” di Andy Warhol, nonché alla preziosa “Maquette for Monica in the Bedroom” di Tom Wesselmann (1986).

Tra le testimonianze più recenti sul tema, spiccano le opere di Giuliana Cuneaz, con l’imponente “Corpus in Fabula” (1996), di Robert Gligorov, Abel Herrero, Andreas Serrano, Yoshie Nishikawa.

Non mancano riferimenti all’ambito letterario, come l’opera di Luigi Maio “La crema di Azazello” (da “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov), realizzata per l’occasione.

 

Metamorfosi di pelle di donna è invece una suggestiva installazione luminosa realizzata ad hoc per la mostra che presenta la trasformazione dell’immagine di una stessa donna, truccata e acconciata a seconda dello “stile” dell’epoca (dagli anni Venti fino ai Duemila). Si procede con un approccio più contemporaneo che analizza il binomio Pelle e identità grazie a testimonianze del Museo del Tatuaggio di Milano, con particolare attenzione al tatuaggio femminile, inteso come complemento all’identità della persona, in diversi contesti ed epoche storiche, cui si aggiunge una selezione di straordinarie fotografie di Lazhar Mansouri.

A conclusione del percorso il visitatore giunge in un vero laboratorio scientifico interattivo e una stanza polisensoriale. Qui è possibile ammirare opere di Bruno Munari, Karl Prantl, Pietro Pirelli e Giuseppe Penone, nonché a pezzi provenienti dall’Istituto dei ciechi di Milano e dal Museo tattile Anteros di Bologna. Infine, ogni donna può lasciare la propria impronta “mettendoci la faccia”, attraverso lo scatto di una foto istantanea del suo volto che andrà a far parte di un’installazione a parete, testimonianza della bellezza più viva, attuale, reale.

Tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e prodotti per la cura di sè fanno da cornice alla ricca selezione di opere d’arte in mostra.

 

Pelle di Donna, identità e bellezza tra arte e scienza. A cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta

Triennale di Milano

 

Martedi - Domenica

10.30 - 20.30

Giovedi e Venerdi

10.30 - 23.00

 

Ingresso Gratuito

Fino al 19 Febbraio 2012

 
Aggiunta il: 02/02/2012
"Il Bel paese dell'arte", una mostra sull'immagine dell'Italia nel mondo
Inaugurerà il 28 settembre alla GAMeC di Bergamo la mostra "Il Belpaese dell'arte. Etiche ed Estetiche della Nazione”. L’esposizione, a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini,  propone  una visione dell’immagine dell’Italia nel mondo nella molteplicità delle sue espressioni visive: dal cinema all’arte, dalla letteratura al Made in Italy, dalla cultura d’élite a quella popolare, attraverso 200 opere di artisti italiani e internazionali, ma anche di “cose e fatti”.

Ennesima  iniziativa per le celebrazioni  del 150° dell’Unità d’Italia ed ulteriore occasione per  sottolineare il peso determinante della creazione artistica abbia, e come abbia influito sull’organizzazione pratica della vita sociale italiana.

Ci saranno  i ritratti dei circa 200 garibaldini della spedizione dei Mille,  una serie di caricature dei parlamentari italiani, disegnati dal senatore Tecchio sulla carta intestata del Parlamento, fusione tra passato e modernità di etica ed estetica,  architettura e design,  il paesaggio, la religione, la politica. E ancora ex voto, trofei sportivi, libri; icone mondiali dell’identità italiana: Un confronto tra un’arte ideale, d’avanguardia e le testimonianze di una creatività spontanea, popolare o industriale.

La mostra sarà un  esplorazione attraverso luoghi e momenti che hanno  partecipano all’origine e alla costruzione dello Stato-Nazione come fenomeno unitario: la bandiera, la lingua, l’inno, il confine, la mappa, la cultura religiosa, il monumento, lo sport; forme di rappresentanza politica, estetica, geografica o identitaria, grazie alle quali si oltrepassano i limiti dell’oggetto artistico per procedere a un confronto diretto con la realtà e le sue strutture di appartenenza, come le maglie di calciatori, la maglia rosa del giro d’Italia, coppe, trofei,  divise.

Un percorso espositivo suddiviso in otto sezioni: Fratelli d’Italia, Mappamondo Italia,  Per grazia ricevuta, Cartoline d’Italia, Bar Sport Italia, A futura memoria d’Italia, Politica Italia manifesti, Fatto in Italia / All’italiana.

Nella prima, il richiamo all’inno nazionale fa da sfondo alla presentazione di sei coppie legate da un vincolo di fratellanza: Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, Tano Festa e Francesco Lo Savio, Gianni e Joe Colombo, Alessandro e Francesco Mendini, Gianluca e Massimiliano De Serio, Paola e Rita Levi Montalcini; coppie che hanno espresso valori artistici tra loro simili e diversi come unitaria e differente è l’Italia stessa.

Nella seconda le opere di Enzo Cucchi e Maurizio Cattelan, ispirate alla forma dello stivale italiano che  dialogheranno con le mappe del mondo di Alighiero Boetti, Mona Hatoum, Claudio Parmiggiani, Flavio Favelli, Alice Guareschi, e con le opere di Luciano Fabro, Claudia Losi e Salvo, sviluppando una relazione sul rapporto geografico tra locale e globale.

La terza presenterà quei lavori desunti dall’immaginario sacro e in cui il linguaggio dell’arte contemporanea incontra la tradizione, la storia e la cultura delle feste popolari.  Ex voto, figure sacre, come quella della Madonna, usata spesso come nell’ iconografia di Gino De Dominicis, Vettor Pisani, Alberto Garutti, Aleksandra Mir, Nan Goldin, Kiki Smith, Antonio Riello, Vanessa Beecroft.

Nella quarta sezione s’incontreranno opere di Mario Cresci, Claire Fontaine, Alterazioni Video, Tobias Zielony, Mimmo Jodice, Giuseppe Bartolini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Migliara, Giovanni Iudice, Mario Gozzi, Ippolito Caffi e Francesco Guardi, che racconteranno quella sorta di mitologia che identifica l’Italia come il fulcro attorno cui si è sviluppata la storia dell’arte e il modello ideale della bellezza del paesaggio.

Anche lo sport, come fattore di coesione nazionale e come metafora di appartenenza verrà analizzato nella sezione Bar Sport Italia, attraverso le opere di Pietro Roccasalva, Maurizio Cattelan, Enzo Umbaca, Paola Di Bello, Michelangelo Pistoletto, Salvo, Gang Song Ryong, Andrea Mastrovito, Matteo Rubbi, Marco Colombaioni, Gianni Di Rosa, Tobias Rehberger, Cesare Viel e Luca Vitone, cui si affiancheranno i simboli che hanno caratterizzato le carriere degli eroi dello sport tra i quali Fausto Radici, Felice Gimondi, Giacomo Agostini.

Faranno da filo conduttore alla tematica politica nella sezione Politica Italia manifesti,  intesa come luogo di coesione, dibattito, comunicazione e appartenenza, le opere di  Loredana Di Lillo, Renato Guttuso, Armin Linke, Marco Cingolani, Antonella Mazzoni, Francesco Arena, Elmgreen&Dragset, Emilio Isgrò, Teofilo Patini, Cesare Tallone e dialogheranno con le caricature realizzate da Sebastiano Tecchio e con i testi di Clementina Rotondi e Dante Severin.

Simboli di identità collettiva riunite A futura memoria d’Italia,  le opere di Gabriele Di Matteo, Patrick Tuttofuoco, Elisabetta Benassi, Enzo Bassotto, Sislej Xhafa, Gino De Dominicis, Steven Claydon, Rossella Biscotti, Letizia Battaglia, Alfredo Jaar, Tullio Pericoli, Yan Pei-Ming, Giuseppe Luigi Poli, Giuseppe Diotti, Giuseppe Gaudenzi, Giovanni Maria Benzoni, Antonio D’Este, Mario Dondero, Democrito Gandolfi, Frédéric Xavier Liwer, Gianfranco Ferroni, Giacomo Manzù, Francesco Messina, Mimmo Paladino, Piccio ed Enrico Scuri.

Chiude l’esposizione la sezione Fatto in Italia, in cui l’avventura del nostro Paese nel mondo è vissuta attraverso i miti e il successo del Made in Italy, con opere di Gino Severini, Hans-Peter Feldmann, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Rizzoli, Nemanja Cvijanovic, Giuseppe Stampone, Gabriele Picco, Riccardo Beretta, Patrizio Di Massimo, Francesco Jodice, Felix Gonzales-Torres, Tobias Rehberger, Antonio Visentini e Canaletto.



La mostra condurrà ad un’articolata indagine sull’idea di Paese e di Nazione e sui processi culturali, sociali ed estetici che ne hanno caratterizzato la formazione. A differenza degli altri stati europei, in Italia, il principale elemento culturale unificante è stato proprio l’arte, o le arti. Da qui, il titolo della mostra Il Belpaese dell’Arte, come luogo d’eccellenza di una continuità e di un tocco estetico particolare.



"Il Belpaese dell'arte. Etiche ed Estetiche della Nazione”

Dal 28 settembre 2011 al 19 febbraio 2012

GAMeC - Bergamo


Aggiunta il: 29/08/2011
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