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William Xerra

Biografia di William Xerra

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William Xerra è nato a Firenze il 18 gennaio 1937,
vive e lavora a Ziano Piacentino (tel. 0523/864575)

Nel primo lustro degli anni Sessanta la ricerca di William Xerra e rivolta alla esplorazione delle poetiche del segno e della materia con un'attenta considerazione per la storia della nostra cultura nei suoi intrecci con I'arte europea. La produzione dell'artista tra la fine degli anni Settanta e segnata da un interesse per il tema dello spazio ed in particolare nell'ambiente percorribile del "labirinto", momento di sintesi della indagine sul rapporto spazio-uomo. Xerra presenta la sua ricerca nel 1969 alla collettiva "Proposte per una manifestazione incontro" al Museo Civico di Bologna e nelle personali di Bologna alla galleria 2000 e a Milano alla galleria Diagramma. Nel 1967 Xerra incontra la poesia visiva, grazie alla frequentazione di poeti e intellettuali maturati nell'ambito del Gruppo '63, e collabora con artisti che operano nel campo delle forme comprese tra scrittura e pittura. Nel 1968 partecipa alla "Expo International de novissima poesia" allestita al Museo de Bellas Artes di Buenos Aires e, nello stesso periodo, collabora alla fondazione di "Ant. Ed." foglio bimestrale di poesia. Ininterrotta nel tempo e la realizzazione libri-oggetto. All'inizio degli anni '70 appartengono opere di particolare rilievo concettuale come le Buste riflettenti, le Lapidi e i tre Poemi Flipper, questi ultimi realizzati in collaborazione con Corrado Costa. Sempre all'inizio degli anni Settanta, tra happening, performance e video, avvia un sodalizio con Pierre Restany, teorico del Noveau R‚alisme. E' del 'l973 I'happening "Verifica del miracolo" realizzato a San Damiano Piacentino. L'operazione da luogo a interventi successivi, come I'installazione presentata nell'ambito della mostra bolognose "La Metafisica del quotidiano" (1978).

Nel 1972 il "Vive" fa la sua comparsa sulle stampe tipografiche ripetutamente sovraimpresse e quindi scartate. Nel 1975 la ricerca di Xerra si concentra sulle valenze testuali del segno pittorico: e questo I'anno in cui viene definitivamente integrato, nella sua opera, il logo tipografico del "Vive" che trapassa dalla pagina stampata all'icona, su immagini, parole, frammenti. "Xerra cancella sezioni della realta, pone in rilievo figure secondarie, aspetti marginali, dunque vuole recuperare una sezione del mondo che e cancellata, che e rimossa" (A.C. Quintavalle, Vive, Geiger 1976). "Vive" rappresenta il leit motiv dell'opera di Xerra tra il 1975 e il 1980 come testimoniano le nume- rose mostre di questi anni: le personali allo Studio Santandrea di Milano, la presenza al Mercato del Sale di Milano, I'intervento alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna in occasione della mostra "Ars Combinatoria".

Nel 1978 partecipa, con una installazione e un video, alla mostra "Venerezia" allestita a Palazzo Grassi. Del 1979 e il Percorso rituale nei Sassi di Matera, un itinerario che Xerra compie tra le vie della vecchia Matera. Gli anni Ottanta si aprono con la settimana di performance a Pavia sull'uso e il concetto di "Vive". I primi anni Ottanta vedono anche un deciso ritorno alla pittura. II Momento e storicamente racchiuso nel ciclo intitolato Malinconia.

Nel 1985 I'editore Prearo pubblica una monografia a cura di Gillo Dorfles. A fine decennio Xerra e impegnato a Gedda, in Arabia, ad affrescare le stanze della dimora di un principe. L'affresco su committenza non rimane un caso isolato, tant'e che all'inizio deglia anni Novanta, Xerra traccia i suoi temi dedicati a Cecco d'Ascoli sui soffitti di una villa patrizia nelle campagne di Ascoli Piceno.

Nel 1991 partecipa a "Metafora dell'oggetto" al Centro Domus di Milano.

Nel 1993 Xerra e presente alla XLV Biennale di Venezia e alla Biennale di Chicago, al The Museum of Architecture and Design.

Sempre nel 1993 Claudio Cerritelli presenta la collezione COMIT delle opere di Xerra (1 970-1993). Nel 1996 il Comune di Padova gli dedica un'importante personale a cura di Enrico Gusella. Alla base delle opere di questi anni recenti e I'insieme dei riferimenti piu cari a Xerra: il frammento, la parola, il suono e il segno, I'architettura che sorregge lo spazio vuoto della superficie: "Xerra rende plausibile I'ipotesi che la pittura sia profondamente immortale, come i nostri occhi e come la nostra capacita di vedere" (A. Tagliaferri, dalla monografia edita da Mazzotta, Milano 1995).

Nel 1997, per le edizioni Skira, A.C. Quintavalle presenta una particolare personale dell'artista alla Pinacoteca Farnesiana di Piacenza: Materiali per racconti possibili, Sebastiano Ricci i Farnese e altro.