“Arte Povera 1967-2011” alla Triennale di Milano - News
24/10/2011
Alla Triennale di Milano il 24 ottobre inaugura “Arte Povera 1967-2011”, l’esposizione che fa parte della mostra-evento a cura di Germano Celant, che sarà presentata dall’autunno 2011 fino ad aprile 2012 in diverse istituzioni italiane. Fulcro delle iniziative il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio. Saranno presentati gli sviluppi storici e contemporanei di questa ricerca, distribuendo le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti città e istituzioni. Frutto della preziosa collaborazione con gli artisti, gli archivi e le fondazioni loro dedicata, e si avvale della generosa partecipazione di importanti musei italiani e internazionali e collezioni pubbliche e private.
La mostra che presenta per la prima volta a Milano una rassegna antologica sul movimento si compone di due parti: la prima, dedicata alle opere storiche realizzate dal 1967 al 1975 circa e che segnano l'esordio linguistico dei singoli artisti, è allestita al piano terra, nella Galleria dell'Architettura disegnata da Gae Aulenti. La seconda, ospitata nei grandi spazi aperti del primo piano del Palazzo, aspira a documentare lo spirito fluido e spettacolare delle imponenti opere realizzate dai singoli artisti dal 1975 al 2011, le quali, poste in dialogo tra loro, si intrecciano a formare un arcipelago di momenti intensi e contrastanti.
Il pubblico potrà percepire come tale la ricerca poverista si è modificata nel corso del tempo, passando da una presentazione di elementi che all’inizio presentavano una grande compressione materica perché affidata a entità segniche primitive come fuoco e pietre, carbone e igloo, ghiaccio e vegetale, piombo e gesso, tubo fluorescente e vetro, nylon e specchio, acqua e stoffa, ad articolazioni complesse e in grande scala dove il discorso linguistico si sviluppa in un’installazione che avvolge e confronta l’osservatore e il visitatore così da mettere relazione corpo e oggetto, movimento e architettura. Invocazioni di una potenza immaginaria dell’arte, che aspira a rifondare la sua lettura della realtà senza alcuna costrizione o senza alcuna limitazione. Una processo artistico che crea spazi e situazioni magnetiche che si inseriscono nello spazio della Triennale per creare un’ulteriore prova di una ritualità estetica ed energetica, tipica dell’Arte Povera.
Arte Povera 1967 - 2011
A cura di Germano Celant
Triennale di Milano
24 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012










