Al Guggenheim di Venezia in mostra l’arte europea dal 1949-1979 - News
15/02/2012
Il museo Guggenheim di Venezia dal 29 febbraio fino al 6 maggio presenta una preziosa esposizione, curata da Philip Rylands, che porta in scena una dettagliata selezione di opere del secondo dopoguerra, collezionate da Peggy e raramente esposte, che vanno a ripercorrere gli anni “veneziani” della mecenate americana, Peggy visse a Palazzo Venier dei Leoni dal 1949 al 1979, dopo aver lasciato New York, fulcro della nuova avanguardia artistica, nel 1947, e fu nella città lagunare che continuò la sua attività di collezionista lungimirante e all’avanguardia.La mostra segna anche la riapertura del museo e del Giardino delle Sculture Nasher dopo i lavori di ristrutturazione. Un’occasione unica, sottolinea la Fondazione, per vedere esposte le opere donate al museo veneziano dal 1979, anno della scomparsa di Peggy, ad oggi, a cominciare da alcune delle sculture che animano il rinnovato Giardino della Sculture Nasher, tra cui le opere di Germaine Richier, Tony Caro, Bryan Hunt, Jenny Holzer, Mirko, e Barry Flanagan.
E poi i grandi nomi del secondo dopoguerra amati da Peggy, dagli italiani MIMMO ROTELLA, Lucio Fontana, Agostino Bonalumi, Emilio Vedova, Tancredi, Mirko, CARLA ACCARDI, ai grandi esponenti dell’arte inglese degli anni ’50, da Kenneth Armitage a Francis Bacon, da Alan Davie a Ben Nicholson e Graham Sutherland, dai maggiori rappresentanti del gruppo CoBrA, nato nel 1948, provenienti da Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam, come Karel Appel, Asger Jorn, Corneille e Pierre Alechinsky, agli artisti del nouveau réalisme.
La mostra prosegue concentrandosi sulla “ricerca visiva” dell’optical art di Franco Costalonga, Victor Vasarely, Manfredo Massironi, Martha Boto, Bice Lazzari e Francesco Sobrino.
Chiude l’esposizione un omaggio a Marion Richardson Taylor, artista versatile ed eclettica, scomparsa nel 2010, e a cui il museo veneziano dedica la sua prima mostra monografica.










