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CORPO ELETTRONICO - Videoarte italiana tra materia, segno e sogno - News

17/02/2012

CORPO ELETTRONICO - Videoarte italiana tra materia, segno e sogno Una grande mostra con sedici realtà artistiche italiane che si muovono tra video, cinema digitale e processi installativi. Corpo Elettronico svelerà immaginari che coniugano arte e scienza, tecnologia e realtà, sperimentazione e documento, approfondendo linguaggi e tematiche di rilevante attualità e complessa natura concettuale.
La vera storia del video comincia dopo il 1965, anno fatidico in cui la Sony lancia sul mercato statunitense il “portapak” (videoregistratore portatile con telecamera), diffuso poi in tutto il mondo a partire dal 1967. Due gli artisti che riescono subito ad appropriarsene: Nam June Paik, grazie a una sovvenzione della Fondazione Rockfeller, e Les Levine. I primi video realizzati dai due sono emblematici perché indicano le differenti direzioni su cui si avvierà poi il video: pura sperimentazione linguistica o ricerca linguistica abbinata a preoccupazioni documentarie. Il video, che ancora oggi, a circa cinquant’anni dalla sua nascita, fa discutere e divide le opinioni tanto dei teorici quanto degli stessi operatori, è un medium particolare, poliedrico per natura, impossibile da definire in termini univoci. Nato dall’incrocio di scienza, tecnologia e comunicazione, è un mezzo di potere ma anche di resistenza al potere; incarna uno strumento di controllo ma produce anche informazione; è un “processo” ma è anche un “prodotto”; designa uno strumento ma anche delle pratiche tra loro diversificate; si avvale di materiali instabili, soggetti a rapido decadimento, e si basa su tecnologie in continua evoluzione che impongono un progressivo avvicendamento di mezzi. Effimero e riproducibile per costituzione, il video rappresenta una sfida alle istituzioni dell’arte, poiché resiste alle catalogazioni degli storici, sfugge ai canoni museali, si sottrae ai normali criteri di valutazione del mercato. Rimane un corpo imprendibile e mutante per sua attitudine genetica.
La mostra in oggetto affronta molteplici aspetti linguistici e tematici, mescolando esponenti storici della sperimentazione italiana con artisti più giovani che hanno scelto il video quale medium espressivo. Un evento unico nel suo genere, un tentativo di sintesi storica che indaga le valenze linguistiche e strutturali del mezzo, la relazione tra il linguaggio video e i materiali reali, le molteplici possibilità tematiche, narrative e sensoriali che lo strumento narrativo offre. Si passerà da proiezioni monocanale e complesse installazioni interattive, attraversando spazi espositivi che saranno tappe dinamiche di una vera immersione espositiva.
Il Complesso Monumentale del San Giovanni, dopo consistenti lavori di restauro, è stato di recente restituito alla città di Catanzaro e rappresenta un cuore nodale della zona storica. 
Particolare attenzione verrà riservata alla fruizione dei lavori coi loro contenuti, offrendo modalità idonee di consumo delle opere esposte. Una mostra è certamente una narrazione particolare, ma il modo in cui la si presenta è oggi importante quanto i segni che la contrassegnano. Ancor più pertinente se la mostra documenta le tendenze artistiche contemporanee della videoarte, in questo caso con un focus specifico sul territorio italiano. Si potrà visitare il sito della mostra, contribuendo alla discussione su ciascun artista attraverso i propri social network o coi tradizionali commenti. Ci saranno postazioni multimediali, libri e cataloghi da sfogliare in una zona del percorso espositivo. Su smartphone e strumenti portatili si potranno scaricare diversi contenuti supplementari, oltre ad avere una serie di link che aggiungeranno preziosi informazioni per il fruitore curioso.
Infine,  in occasione dell’apertura della mostra, è stato presentato un importante volume, curato da Andrea La Porta e Gianluca Marziani, con all’ interno contributi critici dei teorici che si sono occupati di videoarte in Italia: Bruno Di Marino, Sandra Lischi, Dacia Palmerino, Gianni Romano e Valentina Valentini.
La mostra è un progetto della Fondazione Rocco Guglielmo in collaborazione con Fondazione Mimmo Rotella, Catanzaro.
 
Corpo elettronico
a cura di Gianluca Marziani e Andrea La Porta
 
Alessandro Amaducci, Bianco-Valente,  Canecapovolto,  Salvo Cuccia,  Zimmerfrei, Masbedo,  Giuseppe Colonese,  Luca Bolognesi,  Matteo Basilé,  Antonello Matarazzo,  Andrej Mussa, Ehab Halabi Abo Kher,  Alessandro Bavari,  Theo Eshetu, Gianni Toti,  Studio Azzurro.
11 febbraio 2012 - 25 aprile 2012
Complesso Monumentale Del San Giovanni, Catanzaro
 




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