Gustav Klimt e la nascita del Modernismo a Vienna - News
05/01/2012
Il 2012 è un anno importante per Vienna, ricorre infatti il 150esimo anniversario della nascita di Gustav Klimt (1862–1918) e la capitale austriaca si prepara a celebrare il maestro in grande stile.
Un programma racchiuso sotto la definizione “Gustav Klimt e la nascita del Modernismo a Vienna” si dispiegherà lungo tutto l’anno coinvolgendo i grandi musei, gli edifici storici e tutti quei luoghi legati alla memoria e all’opera del maestro che inaugurò una nuova epoca. Otto mostre per ottocento opere d’arte firmate Klimt, e poi articolati percorsi nei luoghi che segnarono l’affermazione del nuovo stile, lo Jugendstil (quello che in Italia chiameremo Liberty) per i quali Klimt realizzò nel suo primo periodo creativo decorazioni che fanno ormai parte dell’inventario e che sono permanentemente esposti al pubblico.
In realtà alla Österreichische Galerie, la sede della più grande collezione al mondo di dipinti dell’artista, già dallo scorso 25 ottobre sono in corso le prime iniziative, e il Castello del Belvedere mette a confronto il nostro protagonista con le opere dell’architetto e designer Josef Hoffmann.
A febbraio aprirà al Kunsthistorisches Museum, una mostra incentrata sull’intervento di Klimt per lo scalone principale dell’edificio, mentre il Leopold Museum proporrà un focus sui numerosi viaggi fatti dall’artista e l’Albertina e il Wien Museum si concentrerà sui suoi splendidi disegni.
Per tutto l’anno si potranno visitare anche numerosi altri luoghi fondamentali per Klimt: il Burgtheater, dove si trovano gli interessati dipinti dei soffitti ed i relativi schizzi dell’artista, la Secessione dove è ospitato il notissimo “Fregio di Beethoven”. La raccolta del Museo di Arti Applicate/Arte Contemporanea – MAK Al Museo austriaco del Teatro, incentrata sulla tela di Klimt “Nuda Veritas”, la Künstlerhaus, di cui Klimt fece parte fino al 1897, ed il Museo austriaco del Folclore, in cui è possibile trovare parte della sua raccolta e il lascito dei campioni di stoffe della sua compagna, Emilie Flöge.
Tante altre le iniziative e le mostre collaterali. Celebrazione come pretesto non solo per scoprire l’opera, la vita e le eredità di uno degli artisti più influenti del ‘900, ma per tuffarsi nell’età dell’oro di una capitale che, una volta arrivata la Grande Guerra, non tonerà mai più quella di prima.










